Patativa (il Brasile, io, …)

maggio 30, 2007

Non riesco a tenere aggiornato il blog con la frequenza che vorrei: troppe cose da fare, e/o pigrizia. C’est la vie. “Riciclo” posts, salvo bozze che poi non finisco, sputacchio frasi senza troppo senso.

Patativa. Grande, immenso poeta “popolare” del nordest del brasile. Letteratura orale – lui creava i versi, li memorizzava, li declamava. Altri li hanno trascritti.

Ecco, io ci ho fatto un sito, su questo personaggio qui, e sulla sua opera.

Visto che sono stato un paio d’anni in Brasile, proprio nel (suo) Cearà. Una terra meravigliosa e sofferente.

E là ho collaborato un po’ con il Laboratorio di Studi dell’Oralità della Università Federale del Cearà, di Fortaleza.

A un certo punto mi sono messo a tradurre qualche cordel. E Carlos Drummond de Andrade. Poi sono passato a Patativa.

Cercando di rispettare – meglio, di ri-creare – ritmi, versi, rime. Wow. Pazzesco e gratificante.

E adesso, qui, a Brescia, web-designando un po’, ho deciso di metter su un sitarello, su GNUmerica, per Patativa: http://patativa.gnumerica.org.

patativa

Una roba partita molto in sordina. Poi però quasi subito è saltato fuori che un po’ di gente, dal Brasile principalmente, cercava materiale su Patativa in rete (non ce n’è molto, purtroppo) e finiva lì. Una segnalazione su un blog di un giornalista, una seconda

Ho deciso di aggiungere una paginetta in portoghese al sito, e di farlo uscire dalla sua fase alfa – semi comatosa.

Ci sono un po’ delle poesie che ho tradotto – non tutte. Ne aggiungerò altre. E vedrò di fargli un po’ di “pubblicità”. Questo è il primo passo.

Buona lettura!


Web 2.Oltre: business italiano 2.0

maggio 24, 2007

(2o di 2 post scritti per il blog tematico oneweb2.0. Volevano notizie, e non recensioni o altro. Tot battute, no link, formato .doc, notizie di quel fine settimana lì. Non mi è venuto di meglio. :-/)

A Milano, in Giugno, Web2.Oltre. Il mondo degli affari italiano interroga il web2.0.

E’ in arrivo la prima conferenza italiana di alto livello sul cosiddetto web2.0. Si chiama Web 2.Oltre, e si terrà a Milano, il week-end del 13 e 14 Giugno.

Un appuntamento non per appassionati, ma per manager e businessman (a chi non è persuaso dell’avvertenza sull’home page dell’evento segnaliamo i 2.000 euro di tassa d’iscrizione).

Top level, in tutto. I partecipanti, gli speaker, la location (Marriott Hotel). E anche, giustamente, gli autori del blog preparatorio della conferenza – tutti “nomi importanti” della blogosfera nostrana.
Attivo da circa un mese, il blog di web2.Oltre esalta i collegamenti tra la realtà aziendale e il web 2.0 – in termini di strumenti, servizi, modelli, soluzioni. Il blog propone insomma una serie di chiavi di lettura del mondo del web 2.0.Lo stesso faranno, dal palco, gli speaker.
Imprenditori e investitori ascolteranno, e cercheranno di capire in che termini lo scenario del web 2.0 rappresenta per loro, e per le loro aziende, un’occasione da cogliere, e un ambito in cui investire.


Webby Awards: i vincitori 2007

maggio 24, 2007

(Primo di due post scritti una ventina di giorni fa come “prova di ammissione” a oneweb20. Orazio non mi ha più risposto, suppongo abbiano scelto qualcun’altro. Patientia.)

Annunciati i vincitori dei Webby Awards 2007. Trionfano Flickr, Last.fm e YouTube.

logo webby

Giovedì 3 Maggio, la International Academy of Digital Arts and Science ha annunciato i vincitori dell’ edizione 2007 dei Webby Awards. I premi saranno consegnati a New York il 5 Giugno prossimo. Giunti all’undicesima edizione, i Webby aspirano – con una certa presunzione – ad essere i premi Oscar del Web.

Premiano quello che una giuria di esperti considera “il meglio di internet”, suddiviso in un centinaio di categorie – 70 dedicate al web e altre 30 a video e dispositivi mobili. Per ciascuna categoria, cinque nominati (ad Aprile) e due vincitori: il migliore secondo la giuria e il più votato dagli internauti.

I Webby non prevedono – non ancora, almeno – una categoria “web 2.0”. Tuttavia, alcune tra applicazioni più significative di questo ambito si sono contese la vittoria nell’ambita categoria Best Practices. In lizza Del.icio.us, Last.fm, Digg, Facebook e Flickr. Per la giuria l’ha spuntata Flickr, piattaforma di condivisione on-line di fotografie, mentre il pubblico ha premiato il progetto di sharing musicale Last.fm.

LinkedIn ha trionfato a sua volta nella categoria Social Networking, mentre i fondatori di YouTube sono stati eletti personaggi dell’anno 2007.

La preselezione di quest’anno ha valutato quasi diecimila progetti, e i votanti sono stati circa 800.000. Pochi gli italiani tra i nominati – Birra Peroni, Diesel e Gucci – e nessuno tra i vincitori.

Update: in verità un italiano ha vinto un premio. Si tratta di Giuseppe La Spada, che è stato il più votato dal pubblico nella categoria net-art, per l’animazione in flash Mono No Aware – un progetto a sostegno di una battaglia in Giappone contro i rifiuti della centrale nucleare di Rokkasho.

Altro update: un premio + interessante, e più “due punto zero” – è quello lanciato da CNET, che prova a eleggere i cento migliori siti e applicazioni del web2.0. Ecco il link su webware.com per vedere. E votare.


Link Boxes. Css + Dom

maggio 20, 2007

Webdesign.

Post interessante. Link Boxes di “Ask the css Guy” (ovvero: chiedi all’uomo dei css. Il blog si chiama così. Il post è in inglese.)

(Grazie a un bookmark su del.icio.us di Marco Rosella :-)

Ecco una specie di riassunto del post (idee e implementazioni dell’autore, a cui vanno tutti i meriti del caso).

Questione: ho un box, con dentro un titolo e un breve testo, e voglio che sia tutto cliccabile.
Soluzione pratica via css: rendo l’intero div un link, ovvero un <a>. Problema: dentro un <a> non posso infilare roba tipo <h3> e <p>. Soluzione: qualcosa del tipo <a> <span class=”h3″>titolo</span> e idem per il paragrafo. Poi nel foglio di stile setto i miei span come display: block. OK.

E’ un po’ un “workaround” – un aggirare l’ostacolo. Soluzione pulita ma semanticamente parlando non è il massimo.

Alternativa: usare il DOM.

Il mio box (i miei box) diventano, giustamente, dei div, a cui assegno una classe <div class=”linkbox”><h3>titolo</h3><p>testo</p></div>. Nel mio div del box aggiungo però anche un paragrafo in cui vado a metterre il mio link (volevo box link, ovvero cliccabili, no?). Un paragrafo a cui assegno una classe. Quindi avremo:

<div class=”linkbox”><h3>titolo</h3><p>testo</p><p class=”continua”><a href=”#”>leggi oltre</a></div>.

Cosa vogliamo fare a questo punto via DOM?

  • cercare al caricamento della pagina i div con classe “linkbox”
  • dentro questi div cercare il paragrafo con classe “continua”, il quale contiene un link
  • prendere l’attributo di quel link (l’indirizzo) e legarlo all’evento onclick del div
  • approfittarne per nascondere il paragrafo “continua”
  • per evidenziare il fatto che il div (ovvero il box) è cliccabile, aggiungere una classe “hovering” ai div della classe “linkbox” – tramite cui aggiungere un effetto di rollover, via css.

The CSS Guy prende a questo punto in prestito alcune funzioni js della libreria ES, aggiunge qualcosina di suo e arriva al suo esempio concreto.

Il sorgente della pagina contiene tutto il codice usato, funzioni js e stili css.

Ho provato a fare qualcosa di simile. Ho preso uno dei 40 layout di Layout Gala, gli ho dato un’aggiustatina. E ho fatto la mia prova pratica. (A me piace ;-)

Un link al mio esempio.

In ogni caso, quella proposta è solo una delle tecniche possibili per raggiungere lo stesso risultato. Si vedano i commenti al post originale di Ask the CSS Guy per alcune alternative. Segnalo in particolare questa. Solo css. Clean.


Riciclaggio artistico

maggio 17, 2007

arco di monitor

Segnalato (ai Cialtroni del Circolab) da Gl0. Via Gadgetblog. Originariamente postato sul blog di Wulfweard.

Un arco di monitor dismessi. Architettura geek.


HoverLightbox: Hoverbox + Lightbox + …

maggio 16, 2007

Ancora sulle gallerie di immagini ed effetti (+ o – speciali). Dopo Lightbox, versioni 1 e 2, dopo emuli e cloni di Lightbox (tra cui l’ottimo e leggero Thickbox), dopo Hoverbox, (e Hoverbox menu) ecco qui… HoverLightBox.

HoverLightbox integra tre script: il Suckerfish dropdown menu, l’image preview via css di Hoverbox e la finestra in javascript di Lightbox. Risultato? HoverLightbox, di Jon Christopher.

Ho messo sul mio sitarello at Circolab una paginetta, questa pagina qui, dove faccio un veloce confronto tra Hoverbox e le due versioni esistenti di HoverLightbox (la prima, dell’anno scorso, e la versione Redux, di quest’anno). E propongo qualche esempio.

Là ci sono anche un paio di considerazioni, su peso e compatibilità cross-browser dello script. Documentazione più completa – in inglese – sul Monday by Noon, ovvero sul sito originale di HoverLightbox.


Mu.wp e server(ini) italiani indipendenti

maggio 15, 2007

Il server italiano indipendente / alternativo / autogestito per eccellenza è quello di Autistici/Inventati. Nessun dubbio. Piattaforma solida, strumenti variegati, coscienza politica forte, tot di utenti, etc.

Però esistono anche (per fortuna ;-)) un po’ di “fratellini minori” dell’esperienza di Autistici.

Server indipendenti legati a esperienze locali, di laboratori informatici e hacklabs. Parte della bella e composita rete che fa dell’Hackmeeting un appuntamento annuale da non perdere.logo gnumerica

Ecco, tra questi server(ini) sparsi per le città del belpaese, uno lo abbiamo qui a Brescia. Il progetto si chiama GNUmerica, e lo porta avanti il laboratorio informatico Circolab.

Un paio di mesi fa GNUmerica ha fatto partire – per ora senza pubblicizzarla molto – la sua piattaforma blog. E ha scelto di usare wordpress MU.

logo astioQuando GNUmerica ha scelto di usare come software la versione multiuser di WP ci siamo guardati un po’ in giro, per vedere chi altro la stesse usando, in Italia (e non).

A livello istituzionale ci sono un tot di esempi. A livello alternativo stavano usando MU i compagni torinesi di astio.net (mentre la piattaforma blog di Autistici, noblogs, gira su Lifetype).

logo oziosi

Adesso, curiosando il blog dell’amico Al-, scopro che anche i cugini perugini (come GNUmerica, come Astio, come un po’ tutti i troppo vivi/confusi/scontenti, sempre in fase di “ripensamento – revisione del server”) hanno scelto MU per i blog offerti sul loro server – ovvero sul bellissimo oziosi.org.

Insomma, + MU.

[Più per passione che per necessità.]


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