Genova G8: i processi continuano

febbraio 5, 2007

Il processo per l’irruzione alla scuola Diaz, la sera del 21 Luglio 2001, a Genova, continua. Nonostante siano state distrutte, in tempi e modi ancora da chiarire, le bottiglie molotov che costituivano una delle prove principali a carico degli agenti coinvolti nella vicenda (le bottiglie in questione furono portate dai poliziotti nella scuola, una prova costruita poi rivelatasi un boomerang).

Il giudice ha deciso che l’esistenza delle bottiglie in questione non è dubitabile, tra video, foto, testimonianze, etc – nonostante non si trovino più (ovvero siano state volutamente fatte sparire / distrutte da colleghi degli imputati).

Insomma il processo per il massacro della scuola Diaz continua. In parallelo agli altri, a Genova, sui fatti del 2001.

Io non ho tempo/voglia/capacità di riferirne gli sviluppi in modo continuativo. Leggere, ne leggo. Scriverne, è diverso. E allora segnalo, di nuovo, supportolegale.org

supporto legale

Un sito di parte, che però offre una copertura completa, dettagliata, dei processi. Comprese trascrizioni delle udienze. E aggiornamenti radiofonici, settimanali. Un po’ meglio dell’ansa, insomma (che comunque rilancia, sempre).

Sugli sviluppi molotov/diaz segnalo questo contributo audio qui, che includo come oggettino embedded qui sotto, contributo di un attivista ai microfoni di radio onda rossa di Roma. Sufficientemente chiaro, e particolareggiato (lasciando perdere i 20 secondi iniziali di musica, che non c’entrano nulla :-):

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La schifosa storia delle molotov della Diaz – G8 2001

gennaio 22, 2007

molotov scuola Diaz G8

Io colpevolmente non ho seguito i processi di Genova come avrei potuto, forse. Altri, lo hanno fatto.

Non ero in Italia, non ero in rete, et cetera. Lontano dai berlusconismi, e dalle nostre (troppe) miserie.

La storia delle molotov della Diaz, sparite, prova “principe” del processo ad alcuni degli agenti … reperto che accusava, evidentemente, alcuni personaggini di primo e di secondo piano delle forze dell’ordine… reperto giustamente custodito da colleghi degli accusati …

Un po’ di link:

aggiornamento sulle molotov e sui processi di Genova, audio, di Radio Onda d’Urto

la confessione del poliziotto che portò le molotov alla scuola, su Repubblica e su Indymedia

un articolo del Manifesto (di A. Mantovani) del 2003, ripreso da Indymedia, che ricostruisce la notte del massacro alla scuola Diaz

un altro articolo pubblicato da Repubblica, con le ammissioni degli “eccessi”

Ovviamente c’è anche la storia del finto accoltellamento, all’ingresso, e quella di Mark, aka Sky, massacrato, ridotto in coma, in strada.

In rete, in formato real, un video del tg3, all’epoca del rinvio a giudizio: da qui.

Un resoconto, puntuale, sulla vicenda delle due molotov, sul blog humanrights

Facciamo veramente schifo.


G8 2001 – processo scuola Diaz: sparite le molotov

gennaio 18, 2007

http://www.supportolegale.org/?q=node/917

Cinque anni e mezzo fa una novantina di persone che dormivano, nei loro sacchi a pelo, in una palestra, messa a disposizione dal Comune di Genova agli organizzatori (Genoa Social Forum) di una – grande – manifestazione di protesta contro il vertice del G8 (primi ministri e/o presidenti dei 7 paesi + industrializzati più la Russia)… che quel sabato sera dormivano sul pavimento di una palestra…

vennero brutalmente picchiati, quasi uccisi alcuni, feriti gravemente, la maggior parte – con ferocia orribile in ogni caso – da CENTINAIA di agenti dei reparti speciali delle cd. forze dell’ordine.

Una spedizione punitiva, alla ricerca, forse, di chi nella manifestazione del pomeriggio, aveva lanciato un sasso, o una bottiglia. Una spedizione all’insegna di una violenza cieca, totalmente indiscriminata. Dal peggio, che possiamo essere, come uomini. Da uomini non più uomini.

Sulla sera della Diaz, su quella notte di “mattanza”, “alla cilena”, di “fine della democrazia”, esistono molti materiali, in rete.

Su Indymedia Italia, ad esempio, è stato fatto per molti mesi un prezioso lavoro di ricostruzione e riassunto. Di parte, sicuramente, ma meritevole: http://italy.indymedia.org/features/genova/

(ps: Indymedia Italia ha al momento vari problemi, tra cui anche uno legato all’hosting del sito. In caso, si può usare, credo, la cache di google)

A quel punto leggendo uno scopre che probabilmente l’orrore della scuola Diaz è stato solo l’apice, nero, di tre giorni, almeno, di barbarie…

Tornando alla Diaz. Dopo il massacro della gente che dormiva (denti e facce spaccate, braccia rotte, cose di questo tipo, oltre a mille altre umiliazioni, e un arresto di massa, poi non convalidato, per resistenza…) qualche intelligente capetto, o capone, decise che serviva qualche prova in più per l’irruzione, e il pestaggio.

Quindi oltre a dire, poi, in conferenza stampa, che le ferite erano “pregresse” ovvero la gente non usciva in barella e veniva ricoverata d’urgenza perchè le aveva prese, e tante, ma invece sanguinava sin dal pomeriggio …

oltre a mostrare, come armi presunte dei dormienti, attrezzi da lavoro edile recuperati da un cantiere attivo in un’ala della stessa scuola Diaz (e stecche sfilate dagli zaini da campeggio di qualche manifestante d’oltralpe, e diari…)

… furono fatte portare alla Diaz due bottiglie, molotov, recuperate in un altro punto della città, ore o giorni prima, pare. Un video, amatoriale, immortala la consegna.

Siccome processare i p.o., gli omini blu, tutori del nostro lieto e quieto vivere assieme, belli e scemi, è sempre una impresa dura dura dura dura …

si cerca sempre qualche prova inoppugnabile, elementi oggettivissimi, capi d’imputazione magari minori ma più solidi del cemento.

Aggiornamento da Genova, dal processo a quei poliziotti che si è riusciti a portare davanti a un tribunale, per il massacro della Diaz.

Le molotov, custodite in questura, sono sparite. Sembra.

Così è, se ci pare. Mi viene il vomito. Molto vomito.