Materia celebrale. (La vergogna di essere uomo)

giugno 14, 2007

Che lo dicano gli esperti di SEO, perchè cercando “diaz g8” salta fuori, bello in cima, questo mio blogghettino (ovvero, il post sulla schifosa storia delle molotov della Diaz). Prima di quotidiani e portali vari, che evidentemente sono meno bravi a indicizzare i loro contenuti che la simpatiche quattro canaglie di WordPress – certo, se i giornali rendessero liberamente accessibili i propri archivi sarebbero i primi a beneficiarne, ma vaglielo a spiegare…

blood

Comunque, Diaz. Genova. G8. 2001. Processi in corso, ancora. Lanci di agenzia e titoli di giornali, ogni qualche settimana. Qualche poliziotto forse verrà condannato – o quantomeno rimproverato – per qualche eccesso (anche se sono decisamente sicuro di aver letto che i “protagonisti” di Genova sono stati tutti promossi – vedi questo articolo de il manifesto del 2003), e dall’altro lato 25 manifestanti rischiano un tot di anni di prigione, in una sorta di stupida logica del bilancino – se bisogna proprio condannare dei tutori dell’ordine è necessario quantomeno far finire dentro, senza troppa vergogna, anche qualcuno responsabile (quantomeno simbolicamente, moralmente, …) delle vetrine rotte e dei sassi tirati in quei giorni di fine Luglio 2001.sangue

Come già scritto negli altri miei pochi post su Genova, supportolegale segue tutti i processi con riassunti, trascrizioni e comunicati. Difende i manifestanti e accusa i poliziotti. Non è quindi super-partes. Ma è informazione. Idem, all’incirca, per i blog di Nero e Caparossa – il primo scrive abbastanza su Genova 2001, con arguzia, il secondo meno, ma è altrettanto intelligente e incisivo. Oggi ho scovato anche il blog di Roberto Ferrucci, hosted by WP, e lo linko qui visto che parla della Diaz, e sta per uscire un suo romanzo che prende spunto da quella notte (cilena. O messicana, come si sta dicendo in questi giorni).

E per chi vuole sapere di + su Genova e i giorni del Luglio 2001 l’altra risorsa irrinunciabile sono gli archivi di Indymedia Itala. Un buon punto di partenza può essere questa pagina. (IMC Italia da un po’ di mesi è “spenta”. Si possono recuperare articoli pubblicati in passato anche tramite la Way Back Machine di archive.org).

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Venendo alle novità di questi giorni, uno dei capi, o sottocapi, del massacro della Diaz cambia in tribunale la propria versione dei fatti, ammettendo di essere entrato nella scuola non a pestaggi conclusi, ma mentre altri (altri, non gli uomini del suo reparto, la confessione serve + che altro come scaricabarile) picchiavano le persone che si trovavano nella palestra e al primo piano della scuola.

“Quattro poliziotti, due con cintura bianca e gli altri in borghese stavano infierendo su manifestanti inermi a terra. Sembrava una macelleria messicana. […] Intorno alla ragazza per terra c’erano dei grumi che sul momento mi sembrarono materia cerebrale.”

(M. Fournier, in tribunale. Riportato dal Corriere.)

Ai confini dello splatter.

Cosa siano le macellerie messicane, non lo so e non mi interessa (niente di promettente, cmq, se assomigliano alla mattanza della Diaz. Dove, scusiamo la ricapitolazione… c’erano manifestanti violenti che hanno opposto resistenza, hanno detto, prima, poi si è scoperto che era falso, hanno accoltellato un agente, no un momento, era una montatura, avevano delle molotov, uhm, no le molotov le ha portate la polizia, per fabbricare una prova, uhm “ferite pregresse” degli scontri del pomeriggio e no no noi siamo arrivati dopo… 6 anni dopo qualche piccola crepa nel vergognoso muro di omertà che hanno costruito… … ….)

Il Giornale di Brescia, top seller qui della mia cittadina, sceglie giustamente una foto + soft di quella del Corsera, per illustrare un articolo pressochè identico (the power of ansa & cia + the power of copincolla)… Non una giovane sulla barella con il viso insanguinato, ma alcuni dei pochissimi ragazzi usciti con le proprie gambe (e arrestati, tutti e 93 – arresti poi ovviamente non convalidati), che sfilano tra gli uomini dei reparti speciali uscendo dalla Diaz. Eh beh, perchè urtare il lettore con immagini shock…

Io sinceramente ho pensato che forse non si trovassero + in rete delle foto con cui illustrare i propri articolini su Genova 2001. C’ho speso 10′, stamani. Da StudioAperto a Repubblica le redazioni pullulano di web hunters, cacciatori di filmati sconvolgenti, immagini shock, pettegolezzi osè, siti orripilanti, virus tremendi e amenità varie della rete. Ma forse a cercare la realtà sono un po’ meno bravi. Mah.

diaz bloodNon sono un fottuto sensazionalista. Le immagini di questo post, prese da siti indymedia, sono qui sono a dire una cosa: eccolo, il sangue della Diaz. Ce n’era, e tanto. Sgorgava dalle donne e dagli uomini massacrati di botte, a mezzanotte, nei loro sacchi a pelo. Se lo sono portati in ospedale, sui loro corpi martoriati. E ne hanno lasciato là – su pavimenti, caloriferi, muri.

A quella ragazza di cui parla Fournier, evidentemente le hanno aperto la testa. A manganellate, a calci.

Boh, sì, ai poliziotti avranno detto che c’erano dentro dei terroristi, nella scuola, dei “black bloc”. Gente armata. Pericolosa. O forse i poliziotti erano stanchi. Drogati. Tutte e tre le cose. Nessuna delle tre.blood diaz

Cosa mi cambia, cosa ci cambia. Nulla… (Non mi interessano le commissioni di inchiesta.)

Dovrei, forse, provare rabbia.

Provo, invece, vergogna.

La vergogna di essere uomo.

(Se questo è un uomo).

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Genova G8: i processi continuano

febbraio 5, 2007

Il processo per l’irruzione alla scuola Diaz, la sera del 21 Luglio 2001, a Genova, continua. Nonostante siano state distrutte, in tempi e modi ancora da chiarire, le bottiglie molotov che costituivano una delle prove principali a carico degli agenti coinvolti nella vicenda (le bottiglie in questione furono portate dai poliziotti nella scuola, una prova costruita poi rivelatasi un boomerang).

Il giudice ha deciso che l’esistenza delle bottiglie in questione non è dubitabile, tra video, foto, testimonianze, etc – nonostante non si trovino più (ovvero siano state volutamente fatte sparire / distrutte da colleghi degli imputati).

Insomma il processo per il massacro della scuola Diaz continua. In parallelo agli altri, a Genova, sui fatti del 2001.

Io non ho tempo/voglia/capacità di riferirne gli sviluppi in modo continuativo. Leggere, ne leggo. Scriverne, è diverso. E allora segnalo, di nuovo, supportolegale.org

supporto legale

Un sito di parte, che però offre una copertura completa, dettagliata, dei processi. Comprese trascrizioni delle udienze. E aggiornamenti radiofonici, settimanali. Un po’ meglio dell’ansa, insomma (che comunque rilancia, sempre).

Sugli sviluppi molotov/diaz segnalo questo contributo audio qui, che includo come oggettino embedded qui sotto, contributo di un attivista ai microfoni di radio onda rossa di Roma. Sufficientemente chiaro, e particolareggiato (lasciando perdere i 20 secondi iniziali di musica, che non c’entrano nulla :-):


La schifosa storia delle molotov della Diaz – G8 2001

gennaio 22, 2007

molotov scuola Diaz G8

Io colpevolmente non ho seguito i processi di Genova come avrei potuto, forse. Altri, lo hanno fatto.

Non ero in Italia, non ero in rete, et cetera. Lontano dai berlusconismi, e dalle nostre (troppe) miserie.

La storia delle molotov della Diaz, sparite, prova “principe” del processo ad alcuni degli agenti … reperto che accusava, evidentemente, alcuni personaggini di primo e di secondo piano delle forze dell’ordine… reperto giustamente custodito da colleghi degli accusati …

Un po’ di link:

aggiornamento sulle molotov e sui processi di Genova, audio, di Radio Onda d’Urto

la confessione del poliziotto che portò le molotov alla scuola, su Repubblica e su Indymedia

un articolo del Manifesto (di A. Mantovani) del 2003, ripreso da Indymedia, che ricostruisce la notte del massacro alla scuola Diaz

un altro articolo pubblicato da Repubblica, con le ammissioni degli “eccessi”

Ovviamente c’è anche la storia del finto accoltellamento, all’ingresso, e quella di Mark, aka Sky, massacrato, ridotto in coma, in strada.

In rete, in formato real, un video del tg3, all’epoca del rinvio a giudizio: da qui.

Un resoconto, puntuale, sulla vicenda delle due molotov, sul blog humanrights

Facciamo veramente schifo.


G8 2001 – processo scuola Diaz: sparite le molotov

gennaio 18, 2007

http://www.supportolegale.org/?q=node/917

Cinque anni e mezzo fa una novantina di persone che dormivano, nei loro sacchi a pelo, in una palestra, messa a disposizione dal Comune di Genova agli organizzatori (Genoa Social Forum) di una – grande – manifestazione di protesta contro il vertice del G8 (primi ministri e/o presidenti dei 7 paesi + industrializzati più la Russia)… che quel sabato sera dormivano sul pavimento di una palestra…

vennero brutalmente picchiati, quasi uccisi alcuni, feriti gravemente, la maggior parte – con ferocia orribile in ogni caso – da CENTINAIA di agenti dei reparti speciali delle cd. forze dell’ordine.

Una spedizione punitiva, alla ricerca, forse, di chi nella manifestazione del pomeriggio, aveva lanciato un sasso, o una bottiglia. Una spedizione all’insegna di una violenza cieca, totalmente indiscriminata. Dal peggio, che possiamo essere, come uomini. Da uomini non più uomini.

Sulla sera della Diaz, su quella notte di “mattanza”, “alla cilena”, di “fine della democrazia”, esistono molti materiali, in rete.

Su Indymedia Italia, ad esempio, è stato fatto per molti mesi un prezioso lavoro di ricostruzione e riassunto. Di parte, sicuramente, ma meritevole: http://italy.indymedia.org/features/genova/

(ps: Indymedia Italia ha al momento vari problemi, tra cui anche uno legato all’hosting del sito. In caso, si può usare, credo, la cache di google)

A quel punto leggendo uno scopre che probabilmente l’orrore della scuola Diaz è stato solo l’apice, nero, di tre giorni, almeno, di barbarie…

Tornando alla Diaz. Dopo il massacro della gente che dormiva (denti e facce spaccate, braccia rotte, cose di questo tipo, oltre a mille altre umiliazioni, e un arresto di massa, poi non convalidato, per resistenza…) qualche intelligente capetto, o capone, decise che serviva qualche prova in più per l’irruzione, e il pestaggio.

Quindi oltre a dire, poi, in conferenza stampa, che le ferite erano “pregresse” ovvero la gente non usciva in barella e veniva ricoverata d’urgenza perchè le aveva prese, e tante, ma invece sanguinava sin dal pomeriggio …

oltre a mostrare, come armi presunte dei dormienti, attrezzi da lavoro edile recuperati da un cantiere attivo in un’ala della stessa scuola Diaz (e stecche sfilate dagli zaini da campeggio di qualche manifestante d’oltralpe, e diari…)

… furono fatte portare alla Diaz due bottiglie, molotov, recuperate in un altro punto della città, ore o giorni prima, pare. Un video, amatoriale, immortala la consegna.

Siccome processare i p.o., gli omini blu, tutori del nostro lieto e quieto vivere assieme, belli e scemi, è sempre una impresa dura dura dura dura …

si cerca sempre qualche prova inoppugnabile, elementi oggettivissimi, capi d’imputazione magari minori ma più solidi del cemento.

Aggiornamento da Genova, dal processo a quei poliziotti che si è riusciti a portare davanti a un tribunale, per il massacro della Diaz.

Le molotov, custodite in questura, sono sparite. Sembra.

Così è, se ci pare. Mi viene il vomito. Molto vomito.