Last.fm: sharing musicale stile web 2.0

febbraio 12, 2007

[C'è anche una premessa, ma l'ho spinta sotto per alleggerire il post x tutti coloro a cui, comprensibilmente, non gliene fotte nulla delle mie vicende personali]

last_fm logo

Last.fm. Gia’ dal claim si capisce che mirano in alto: “the social music revolution”. Mica male. E il servizio direi che è proprio carino, per quanto ne posso dire dopo pochi giorni di utilizzo.
Last.fm diciamo così prende nota della musica che ascolti sul pc, con il tuo player audio (winamp, itunes, etc)… Ti fa un profilo personale (il mio al momento è questo) e ti dice: che musica hai ascoltato di recente, quali gruppi/artisti hai ascoltato di +, etc. Inoltre, e veniamo al lato social, in base ai tuoi gusti musicali, ti segnala quali sono i tuoi “vicini” – ovvero chi ascolta musica tupo la tua. Ovviamente, se hai degli amici /conoscenti tuoi che usano il servizio puoi includerli tra i tuoi friends. Altro tool: i brani musicali hanno dei tag (“alternative”, “rock”, “brasil”, …). A partire da questi tag il server ti offre una specie di radio, o meglio una selezione musicale in streaming, che sei tu a impostare e personalizzare. I brani che ascolti, sia con il tuo player sia attraverso lo stream, sono usati per aggiornare il tuo profilo. E per ogni brano puoi dire che lo ami, o segnalarlo a un amico, o scegliere di bannare il gruppo/artista dalle tue playlist.

Mica male, mica male…

Volevo scrivere anche di zooomr.com, sharing fotografico stile flickr, ma lo faccio magari domani.

Ultima nota su last.fm. L’ho scoperto cercando in un motore il nick di un amico mio. Presente sul web in altri contesti, e in molte liste. Eppure il suo profilo su last.fm veniva prima. Evidentemente (lo stesso sembra valere per wordpress) alcuni servizi hanno dei rank molto alti. E’ un amico in gamba. Ho pensato che se lo usava lui era qualcosa di valido…

Morale (stupidissima, ma alle 15:43:46 va così): cercavo un amico, ho trovato un tesoro.

Premessa: ho passato gli anni dal 2003 al 2006 quasi interamente in un paesino di pescatori, in Brasile. (A 200 metri da questa pensione qui, la Pousada Tremembè).

Internet significava 15 kilometri, fino al negozio di informatica di Icapuì. Connessione dial-up, computer non molto potenti su cui non puoi installare nulla, e mille altre limitazioni. Insomma: usavo la webmail.

In questi tre anni la rete ha continuato a evolvere…

Per cui a Novembre 2006, rientrato qui a Brescia… è stato quasi uno shock. Ricordo i primi blog che vedevo con i video (di youtube) embedded. Pensavo: diavolo! Adesso mi sembra una roba banale.
Ho scaricato una desktop application, un feed aggregator, che pensavo che forse non avrei usato mai. Due mesi dopo: un centinaio di feed, di cui venti che leggo sempre. Il web che mi interessa mi arriva tutto lì (che differenza, no? Mi arriva spinto fino al desk, non sono io che navigo…).

Insomma, mi sta ancora apparendo tutto un po’ nuovo e un po’ straordinario. Tocco, scarico, sperimento. Mi aggiorno.

Nel 1997 mi ricordo studiavamo integrazione, miniaturizzazione, multimedialità, interattività come principi cardine dei new media. In astratto, x lo +. Ma chi scriveva quei libri, e qualche nostro professore, “aveva una visione”.

Quella che vorrei io oggi, per mettere in campo una bella killer application da qualche milione di dollari, e tra cinque anni ritornarmene ai tropici. Meglio: viaggare. Girare il mondo. Io e il mio tesoro (Karina).


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