Fiat: si cambia.

“Siete pronti a innamorarvi?”

 

Esce la nuova Bravo. La Bravo della nuova Fiat. Molto 2.0, direi.

Non sono un grande appassionato di motori. Per cui non so dire se tecnicamente sia un gran macchina, sta nuova Bravo. Ecco, esteticamente è bella, sì.
Nè tantomeno sono uno di quelli che “bisogna comprare l’auto italiana per sostenere l’economia nazionale”. (Anche se la mia prima macchina è stata una Fiat Panda 750 Young. Ma per altre ragioni). Ma non è questo il (mio) punto.

Alla radio passa uno spot che è un mezzo capolavoro (ed è ottimo anche quello tv). Canzone di Gianna Nannini, adattissima, sensuale, invogliante, evocativa. Meravigliosa creatura…

Dolcemente aggressiva.

(“Ecco come nasce un amore”)

Le parole scelte per annunciare l’uscita dell’auto, e la possibilità di provarla presso i concessionari: esatte, dal tono, al ritmo, alle scelte lessicali. “Orari speciali” (molto + in tono, originale e invitante di “apertura straordinaria”, “orario continuato”, …). La chiusura. “Made in Fiat”. Dove si riaggancia il lancio della vettura a una – + complessa, ma a sto punto sui binari giusti – operazione di re-branding dell’intero marchio.

bozzetti bravo

Il claim. “Siete pronti a innamorarvi?” La macchina: una bambolina. Tecnologica.

Un’auto per giovani (segmento C, quello della Golf, e della poco fortunata Fiat Stilo – mi suggeriscono).

Non cara. Affidabile. Bella. Come la nuova Fiat?

Di certo assistiamo a un investimento pubblicitario che oltre che massiccio è ben fatto. In rete, nuovo territorio per il marketing, dove molti big si muovono… non molto a loro agio… il lancio della Bravo sorprende. Le foto su Flickr (i bozzetti, molto belli). I video su YouTube. 32 video, ad oggi: gli spot tv, ma anche le caratteristiche tecniche, e le interviste a progettisti e ingegneri. E la gente li guarda, questi video, eccome. Settantesimo “regista” di YouTube + visto questo mese, “quellichebravo”.

Quellichebravo. Nome spigliato e simpatico, per il team che lavora alla promozione della vettura sui new media, sulla rete. Non poteva mancare il blog, ovviamente, all’url ononimo.

E qui, sul blog, si legge una nota che nel suo piccolo dà la cifra della campagna: il blog lo scrive il product manager di Bravo. Ma non è un blogger professionale. Quindi gli abbiamo affiancato la content manager della Leo Burnett.

E si vede. Che a sto giro hanno fatto le cose per bene.

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