Poesia

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Mi ero messo a scribacchiare una cosina per partecipare alla 3a edizione di Brevis - premio nazionale di scrittura essenziale.

I termini di consegna sono scaduti, e la poesiuola mi è rimasta “in canna”. La pubblico qui, allora. (Era per la categoria endecasillabo. Max. 3 versi.)

 

 

Hic

Un libro, un vino, e me; tre su un balcone.

Interseca laconica destini

La quiete dolceamara d’occasione.

 

Ecco. Tutto qui. Come si può forse immaginare, l’ho scritta una sera sul balcone. Leggevo “Il mio nome è rosso”, di Pamuk. Il vino, un Cabernet.

 

Era un po’ che non scrivevo nulla. Come poesie, ne approfitto per citare due raccolte mie, Acerbo - 29 poesie, del 2005, e l’operazione illustrata Jangadeiros, del 2004.

 

Au revoir.


Patativa (il Brasile, io, …)

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Non riesco a tenere aggiornato il blog con la frequenza che vorrei: troppe cose da fare, e/o pigrizia. C’est la vie. “Riciclo” posts, salvo bozze che poi non finisco, sputacchio frasi senza troppo senso.

Patativa. Grande, immenso poeta “popolare” del nordest del brasile. Letteratura orale - lui creava i versi, li memorizzava, li declamava. Altri li hanno trascritti.

Ecco, io ci ho fatto un sito, su questo personaggio qui, e sulla sua opera.

Visto che sono stato un paio d’anni in Brasile, proprio nel (suo) Cearà. Una terra meravigliosa e sofferente.

E là ho collaborato un po’ con il Laboratorio di Studi dell’Oralità della Università Federale del Cearà, di Fortaleza.

A un certo punto mi sono messo a tradurre qualche cordel. E Carlos Drummond de Andrade. Poi sono passato a Patativa.

Cercando di rispettare - meglio, di ri-creare - ritmi, versi, rime. Wow. Pazzesco e gratificante.

E adesso, qui, a Brescia, web-designando un po’, ho deciso di metter su un sitarello, su GNUmerica, per Patativa: http://patativa.gnumerica.org.

patativa

Una roba partita molto in sordina. Poi però quasi subito è saltato fuori che un po’ di gente, dal Brasile principalmente, cercava materiale su Patativa in rete (non ce n’è molto, purtroppo) e finiva lì. Una segnalazione su un blog di un giornalista, una seconda

Ho deciso di aggiungere una paginetta in portoghese al sito, e di farlo uscire dalla sua fase alfa - semi comatosa.

Ci sono un po’ delle poesie che ho tradotto - non tutte. Ne aggiungerò altre. E vedrò di fargli un po’ di “pubblicità”. Questo è il primo passo.

Buona lettura!


Deus e o Diabo na Terra do Sol [Glauber Rocha, 1964]

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Ieri sera ci siamo visti Deus e o Diabo na Terra do Sol. Un classico del cinema brasiliano. 1964. Bianco e nero, ovvio. Glauber Rocha. Musiche di Villa Lobos su testi originali di Glauber Rocha.

A tratti mi perdevo, in un simbolismo a cui non sono (+) abituato. A parte questo, un esperienza visiva (e auditiva) speciale. Si tratta di un film molto famoso, che chi è meno ignorante di cinema di me e chi è di una generazione o due prima immagino conosca (Vinse ai tempi il Porretta Film Festival, leggo). (Io, non lo conoscevo).

deus e o diabo

Invece che improvvisare una sinopsi mia traduco al volo quella esistente su wikipedia:

“Manoel(Geraldo Del Rey), abitante del sertao [sertanejo], e sua moglie Rosa (Yoná Magalhães), trascorrono una vita sofferta nell’interno del paese, lontano dalle città, in una terra desolata e segnata dalla siccità. Però, Manoel ha un piano: utilizzare i soldi che riceverà per aver allevato il bestiame del colonnello [coronel] per comprare un pezzetto di terra. Quando porta le bestie in città, alcune muoiono durante il percorso. Quando giunge l’ora del pagamento, il colonnello dice che non gli darà nulla, perchè le bestie che sono morte erano quelle che spettavano a lui (il fattore) e quelle arrivate vive sono sue (del padrone).
Manoel, infuriato, uccide il colonnello e scappa verso casa. Lui e la moglie decidono di scappare, lasciandosi alle spalle le loro poche cose. Durante il loro viaggio, incontrano un predicatore [beato] e un gruppo di suoi fedeli, che sono inseguiti e perseguitati da Antônio das Mortes (Maurício do Valle), uccisore di fuorilegge [cangaceiros].
La figura del beato non corrisponde a Antônio Conselheiro, pur ricordandolo in vari tratti. In seguito, il beato si rivela un pazzo o un corrotto, e sostenendo che Rosa è posseduta dal demonio chiede il sangue di un bambino innocente per pulire la sua anima. Questo significa che la religione (Dio/il predicatore) non risolve i problemi del sertao [opinione di chi ha steso la voce di wikipedia, un po' semplificatoria...]. Il beato e i suoi fedeli sono raggiunti e sterminati da Antonio das Mortes e dai suoi scagnozzi [capanga]. Manoel e Rosa, graziati perchè possano raccontare lo sterminio, riprendono a vagare nel sertao. Incontreranno il cangaceiro Corisco (Othon Bastos), e si uniranno, forzatamente, al suo gruppo. Corisco rappresenta in qualche modo il Diavolo, il fuorilegge che distrugge la proprietà privata e irride la legge. Nè Dio nè il Diavolo possono dare una soluzione alla miseria del sertao. [di nuovo, stiamo semplificando abbastanza, sulla scia di wikipedia. Non includo il finale che si sa mai che mai che mai che un* legge questo e gli vien voglia di vedersi il film]

Gran parte della critica considera questo film il migliore di Glauber Rocha, e lo reputa il miglior film brasiliano di tutti i tempi.”

Il film fa sua una serie di personaggi e situazioni topiche del nordest, e della sua letteratura popolare (i cordel): la miseria del vaqueiro, il coronel, ricco e arrogante, i predicatori e i loro beatos, i pistoleri, il cangaceiro, i riti di fede, il cieco cantastorie e saggio, …

Esiste una versione rimasterizzata e digitalizzata del film, in vendita ad esempio qui.


Due libri. “Networking, la rete come arte” e “Monocromatica”

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Sono due bei libri, non ho dubbio. Ho appena iniziato a sfogliarli. Due libri di persone che un po’ conosco - ma non molto. Libri la cui genesi non ho seguito, ma che adesso segnalo. Sono in libreria. Ma sono anche scaricabili liberamente dalla rete.

Networking

Il primo, “Networking, la rete come arte“, scritto da Tiziana Bazzichellli, fondatrice e anima della maling list su attivismo artistico e net-art AHA, è un saggio. Parla di rete e arte - di arte in rete, e di rete come forma d’arte. L’esperienza italiana è al centro della scena. Rimando al sito ufficiale per ogni dettaglio.

Il secondo, scritto da due attivisti milanesi, che assieme si firmano blackswift, è un romanzo. Giallo. Meglio: noir. Esce in libreria pubblicato da Colorado Noir e distribuito da Mondadori. Dopo un percorso di crescita, in rete, dove una prima edizione era già stata pubblicata un anno fa (con il nome Rapsodia Monocromatica), approda, in questa seconda versione, anche sulla carta. Il sito di riferimento per il libro è questo e io voglio copiacciare qui sotto il suo incipit:

 

Monocromatica

“Piazzale Loreto.

 

La parola di Milano è grigio.
Il cielo è una distesa non uniforme: dal pallore del cielo quasi bianco verso via Costa, in direzione nord-nordest, fino al grigio scuro delle nubi cariche di pioggia che evaporerà o si trasformerà in pasta grigiastra prima di toccare il suolo nella zona centrale, in lontananza verso sud.

 

Il piazzale è teatro di un costante carosello di macchine, clacson, insulti, infrazioni.
Doveva essere un luogo più divertente cinquanta o sessanta anni fa, quando al posto delle macchine c’era una ressa di persone che finalmente si gettava alle spalle vent’anni di merda e violenza.”


Ryszard Kapuscinski (1932 - 2007)

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http://www.kapuscinski.hg.pl/

kapuscinski

 

Nota triste, o comunque seria: è morto Ryszard Kapuscinski. Ieri. Lo scopro oggi. Adesso.

http://italy.peacelink.org/conflitti/articles/art_20154.html

http://www.feltrinelli.it/SchedaAutore?id_autore=229967

Straordinario cronista, storico della contemporaneità. Ho letto alcuni suoi libri. Mi sono piaciuti molto. RIP