“Era l’ora delle speranze e lui meditava le eroiche storie che probabilmente non si sarebbero verificate mai, ma che pure servivano a incoraggiare la vita. Certe volte si accontentava di molto meno, rinunciava a essere solo lui l’eroe, rinunciava alla ferita, rinunciava anche al Re che gli diceva bravo. In fondo sarebbe bastata una semplice battaglia, una battaglia sola ma sul serio, caricare in grande uniforme ed essere capace di sorridere precipitando verso le facce ermetiche dei nemici. Una battaglia, e dopo forse sarebbe stato contento per tutta la vita”
D. Buzzati, Il deserto dei tartari
