Audio plugin di WordPress

gennaio 31, 2007

E’ possibile includere contenuti audio nel blog, sia caricandoli precedentemente su wordpress stessa sia linkando contenuti ospitati altrove. L’articolo che annuncia la novità è questo (in english).

Ecco la mia prova, con il player audio embedded:

La track in questione è “no no not now”, e l’ho pescata su ccmixter.org.


Windows (s)Vista?

gennaio 31, 2007

Divertente e istruttivo il video postato su youtube da David Pogue, del New York Times. Mostra come la scintillante, decantata interfaccia grafica 3d del nuovo sistema operativo di casa Microsoft -aero – ricopi, in vari aspetti, quella di Mac OS X, della Apple. E così pure i gadgets, e gli scacchi tridimensionali, etc.

Ho scovato il video grazie alla segnalazione fatta da Davidonzo . Il video si può vedere seguendo questo link.

Per un’interessante, istruttiva, e ugualmente divertente, recensione/commento all’uscita di Vista, si legga l’articolo di Michele Bottari pubblicato su Zeusnews.

Ne copio un breve estratto:
” [...] Dovremo buttare via tutto quello che, fino a due mesi fa, ci è stato venduto come l’ultimo ritrovato della tecnologia.
Echi lontani giungono da alcuni ribelli, che si autoproducono alimenti biologici e vivono felici, senza antivirus né scabbia. Ma è tutto inutile: nonostante la vaga sensazione di essere presi per il naso, nonostante il salasso pecuniario annunciato, nonostanti alcune remore di tipo etico-ambientale, l’entusiasmo cresce, sapientemente guidato da oculati investimenti pubblicitari.”


Second life? Get a life!

gennaio 31, 2007

Second life. Ci ho giocato, o meglio, ci ho gironzolato dentro, un po’, a partire da Dicembre scorso. Una seconda vita, in un mondo virtuale e 3d, con personcine (avatar) di tutti i luoghi e forme. Io, normalino, semplicino, timidino. Nome: Micheal Mariani. Aspetto, questo:

Micheal

Micheal al Parioli

Nella prima immagine, io, seduto, meditando… nella seconda vita… (imprecando, nella prima, “vera” :-)
Nella seconda immagine, io, più recentemente, visitando “Parioli”, quartiere italiano di 2ndLife.

Mi sono avvicinato a 2ndLife cercando lavoro. Volevano community manager per l’Italia (o qualcosa di simile, cmq gente bi-lingue che lavorasse al progetto). Ho capito quasi subito che non faceva per me/ non facevo per loro. Non sono uno che videogioca 16 ore al giorno.

In ogni caso 2ndLife è un esperimento interessante. Ci sono stati scritti libri, su, ci stanno facendo tesi. Sono girati dei titoli, sulla lista AHA di ecn. Li posterò.

Anche dal punto di vista artistico è stato fatto qualcosa. 0100101110101101.ORG ha in corso una mostra, proprio qui a Brescia, alla galleria Fabio Paris, con ritratti di personaggi di 2ndLife.

E della sagace ironia.
Second life? Get a life! Tramite post sul blog di macchianera, che ne ha anche prodotto una italian version, ho trovato e segnalo Get a First Life.

Geniale il claim.
Second life: “Your world. Your imagination” (Il tuo mondo. La tua immaginazione.)
Get a first life: “Your world. Sorry about that” (Il tuo mondo. Ci dispiace.)

Update: una mini-bibliografia su Second Life e dintorni. Thanks to: Mario Gerosa & AHA mailing list:

  • Edward Castronova, Synthetic Worlds
  • TL Taylor, Play between worlds
  • Julian Dibbell, Play Money
  • Kelly, Massively Multiplayer Role playing Games
  • Neal Stephenson, Snow Crash
  • Jaime D’Alessandro, Play 2.0
  • Mario Gerosa, Aurélien Pfeffer, Mondi virtuali
  • Julian Dibbell, Play Money

Somiglianze… (sciocchezze che mi passan per la mente…)

gennaio 30, 2007

Leggo ilbrescia, che mi prendo aggratis nel parcheggio sotto casa ogni mattina (domeniche escluse). Su ilbrescia ci scrive tale Lello Voce, poeta scrittore traduttore intellettuale etc… che io inizialmente pensavo fosse uno così così e poi invece mi son riveduto. In cima alla colonnina che LV tiene sul giornaletto (semi)gratuito c’è una sua foto, sempre la stessa ovviamente, pelato e occhiali neri.

Simile a questa, che ho preso dal suo sito:

lello

E va be’.
Nelle scorse settimane, sui tg (che assieme ai simpson sono in pratica l’unica tv che ancora sopporto, a volte), è stato notiziato, per via delle confessioni dei colpevoli, e in seguito per i funerali delle vittime, il “massacro di Erba”. Quello di dicembre scorso. Uno dei personaggi della trama è Azouz, marito di una delle vittime (e padre del bimbo). Ora, io, nella mia stupidità, e miopia, nel vederlo alla tv, pensavo. Questo qui mi ricorda qualcuno.
Azouz è questo (immagine da un quotidiano, via google images):

azouz

 

Si somigliano? Secondo me sì!

E la cosa mi fa un discreto piacere.
Mia moglie è brasiliana e ogni tre minuti circa qualcuno la ferma e o le dice “Ma tu non sei italiana…” (preludio alla domanda) o le chiede subito “Ma tu sei cubana/colombiana/brasiliana/…”.
Per cui vedere che italiani e tunisini si assomigliano, a volte, mi fa sorridere e mi scalda il cuore.

BTW, il patriottismo è una cosa che non condivido proprio per niente.


TristeMedia. [Facce di cioccolato?!]

gennaio 29, 2007

Metà dicembre. Efferrato, multiplo, omicidio a Erba, nel comasco. Uccisi, sgozzati, la madre, il figlioletto, la nonna. E una vicina di casa. In fin di vita il marito della vicina.
Iniziano, da subito, le speculazioni.
Prima si accusa il marito della donna, e padre del bimbo. Che e’ in Tunisia, ed e’ un ex-carcerato (traffico di coca, libero con l’indulto). Quando si capisce che non c’entra, si incolpano i tunisini. Poi la cosche mafiose.

Regolamento di conti. Sì, ma condominiali. A Gennaio confessano i vicini di casa. Sono stati loro. Italianissimi, normali. Merde come e più di noi.

Giornalisticamente, a caldo, diamo sempre il peggio. Insuperabile, credo, il corriere (ma non ho fatto ricerche approfondite):

Uccide quattro persone e brucia la casa
Tre donne e un bambino ritrovati senza vita nell’appartamento in fiamme. Caccia al convivente tunisino di una delle vittime

È proseguita per tutta la notte, finora senza esito, la caccia al 25enne tunisino Abdel Fami Marzouk, il pregiudicato – uscito dal carcere per indulto – ricercato per l’ atroce massacro avvenuto lunedì sera in un appartamento in via Diaz, nel centro di Erba, nel Comasco.

Marzouk, secondo gli investigatori,
è scomparso dopo aver ucciso a coltellate alla gola e in altre parti del corpo la moglie Raffaella Castagna, di 30 anni, il figlio Yousef di 2 anni, la suocera Paola Galli, 60, e una vicina di casa…

fonte: corriere della sera del 12 dicembre 2006

Chi ha compiuto la carneficina ha voluto colpire la famiglia del pregiudicato per fargliela pagare. A confermarlo è anche la ferocia del delitto. Il giovane era uscito di prigione il 2 agosto scorso, grazie all’indulto, dopo una condanna a tre anni e mezzo per spaccio.

fonte: la repubblica del 13 dicembre 2006

Sugli autori della strage, invece, le piste sembrano via via ridursi, giorno dopo giorno. E il rituale dell’esecuzione porta a fare propendere gli investigatori verso una pista nordafricana accantonando per un momento lo sgarro che nel novembre del 2005, Azouz Marzouk avrebbe fatto in carcere a un gruppo di pericolosi calabresi.

Il favore verso questa ipotesi lo si deduce dal modo in cui il commando si è accanito sulle sue vittime usando il coltello e sgozzando le vittime. Violenti, efferati nell’utilizzare l’arma, forse da cucina e un oggetto contundente non ancora identificato che sarebbe stato utilizzato per stordire le vittime. Un messaggio, stando ai codici della malavita, che porterebbe a identificare un gruppo di nordafricani.

fonte: la repubblica del 15 dicembre 2006

La rabbia dei famigliari. “Bisogna sterminarli tutti”, ha commentato acceso dalla rabbia Alberto Croci, uno zio di Raffaella entrando nell’abitazione di alcuni suoi parenti. “Bisogna farle fuori tutte ‘ste facce di cioccolato”. Con lui c’era la moglie: “La penso come lui”, si è limitata a mormorare la donna varcando la soglia di casa.

fonte: la repubblica del 14 dicembre 2006

Se Azouz Marzouk, il giovane marito tunisino di una delle vittime, respinge l’ipotesi che si sia trattato di una ritorsione nei suoi confronti da parte di esponenti legati alla criminalità organizzata è questa, tuttavia, la pista principale battuta dagli investigatori. Una conferma che si sia trattato di una vendetta, da parte di più killer professionisti, arriva anche dal procuratore capo delle Repubblica di Como, Alessandro Maria Lodolini.

fonte: la nazione del 13 dicembre 2006

Ovviamente oltre a fantasmi, preconcetti, piste, illazioni giornalistiche, e reazioni a caldo razziste e tristi di qualche famigliare o paesano, il peggio del peggio del peggio arriva da certi loschi figuri padani:

“La spaventosa mattanza cui ha dato luogo a Erba un delinquente spacciatore marocchino ci prospetta quello che sarà, molte altre volte, uno scenario a cui dobbiamo abituarci. Al di là dell”effetto indulto’, che qui come in altri casi dà la libertà a chi certo non la merita, vi è e resta in tutta la sua spaventosa pericolosità una situazione determinata da modi di agire e di reagire spazialmente lontani dalla nostra cultura e della nostra civiltà. Quel che è successo a Erba può succedere, in ogni momento, dovunque personaggi non integrati semplicemente perché non integrabili, hanno trovato nel nostro territorio e, purtroppo, anche in Padania facile accoglienza, ottusa tolleranza, favoritismi politico-sociali d’ogni genere. E’ ora di finirla”.
(Mario Borghezio, europarlamentare Lega Nord, Ansa, 12 dicembre 2006).

citato in: Osservatorio politicamente scorretto

Poi, dopo, forse, in qualche modo, con o senza risultati, si fanno delle proposte. ONU. Deontologiche. UNHCR, DOPO ERBA NECESSARIA UNA CARTA DEONTOLOGICA PER LA STAMPA A TUTELA DI IMMIGRATI E RIFUGIATI


Brescia. Grigio e colore

gennaio 27, 2007

Ieri Dian, senegalese, operaio, nel tempo libero dj (e cuoco) mi ha dato questo volantino qui:

serata dian cafe stevi

Una cena con musica, a la africana, che fanno qui, sotto casa, al bar di Vittorio. Dian non ha un sito (non posso linkarlo). Il bar Stevi non ha un sito (non posso linkarlo). In ogni caso è all’angolo tra Via Cattaneo e Via Gabriele Rosa – Brescia centro.
E’ un’iniziativa minuscola. Il volantino è un pezzettino di carta, disegnato a mano, stampa economica. Eppure è bello: divertente, ironico, colorato, attraente, chiaro. Solare. Comunica. Mi piace

 

Lo metto su. Per controbilanciare una seconda pubblicità. Scontata. Triste. Grigia. Fatta male. Questa:

pubblicita numerica

Non voglio offendere nessuno. (Al massimo fare un po’ di sana – e/o inutile?! – polemica). Questa pubblicità (mi) fa *schifo*.

L’uso della rima ricorda certi versi di aspiranti poeti, di poco talento e “orecchio”. Che li leggi e dici: ma non potevi farla in versi bianchi… Invece no, rime baciate stile: La mia mamma è molto bella / lei mi compra la nutella / quando la voglio mangiare / basta solo domandare.
Che in un testo comico ci stanno. In altri, no. Fanno ridere – ma nel senso sbagliato. (Fanno ridere di te).

Siccome da inizio anno mi arriva il Giornale di Brescia – sei mesi gratis ai novelli sposi – ho modo di guardarmelo un po’. Bene. Numerica è la concessionaria di pubblicità *esclusiva* del Giornale di Brescia. E degli altri media che fanno capo alla Editoriale Bresciana. Giornali, radio, tv, internet, …

La scheda, offerta dall’AItech .
Le stesse cose, più o meno, ribadite dalla stessa Editoriale Bresciana sul (suo) sito di Bresciaonline.

Il maggior gruppo editoriale di Brescia. E la sua concessionaria esclusiva di pubblicità, Numerica. Che non ha un suo sito. E che fa delle pubblicità orribili. Ma davvero. Creatività molto sotto lo zero. Ma anche come grafica: orribili orribili. Prometto di postarne almeno un altro paio, per avvalorare il giudizio.

Per dire come è la vita.


Cineserie

gennaio 25, 2007

Quando l’ho visto sulla borsa del negozio m’ha fatto ridere, parecchio. Cineserie, ovvero “oggettistica domestica a prezzi convenienti e qualità dubbia”. Tutte robine per la casa – suppellettili, etc.

cineserie

 

Mi sembrava un nuovo modo di chiamare le care vecchie carabattole, le cincischerie. Le piccole cose di pessimo gusto (ma mica sempre). Ci ho fatto una categoria del blog.

Per il negozio sono cose per la casa made in China. Per me, sono cose piccole, un po’ futili.

In ogni caso, non è un neologismo. Vedi la rete: cineserie…

Nel campo delle arti minori, le cineserie vennero in auge in Europa nel Seicento e nel Settecento, a seguito dell’importazione e diffusione di oggetti provenienti dall’Estremo Oriente. Tale gusto si esplicò soprattutto nell’arredamento. Si tratta di porcellane, lacche, sete ricamate, nonché di mobili, argenterie e tappezzerie in cui motivi cinesi erano mescolati a motivi barocchi e rococò. Diffusosi inizialmente in Olanda, di qui passò in Francia e Inghilterra e infine in Italia, dove ebbe un suo famoso centro a Venezia, soprattutto per la lacca”

[ fonte: arredaresenzaconfini.com]

In ogni caso, cineserie. Suona bene – a me.


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